Occhiali nel XVIII e XIX secolo

Inserita il 14/05/2008 alle 00:59

Diffusione degli occhiali nel XVIII e XIX secolo e la fine delle occhialerie veneziane
La misurazione della vista si effettuava provando una serie di occhiali graduati in base all'età per miopi e presbiti.
La differenza tra presbiopia ed ipermetropia non era del tutto ancor chiara. Tommaso Garzoni creò una graduazione non più riferente all'età bensì in valori focali. Probabilmente il primo che fissò tale gradazione fu Keplero (1571-1680). Dava de Valdes nel 1623 ci lasciò uno schema di gradazione simile ai pollici, sostituito oggi da quella in diottrie (molto simile).
Gli occhiali avevano 30 gradi differenti, da un diametro di due alunne arrivavano ad un diametro pari circa alla grandezza dell'occhio. De Valdes agli operati da cataratta consiglia per il vicino occhiali da 10-11 gradi mentre per il lontano da circa 20 gradi. Dopo il 1600 bisogna fare una netta distinzione tra occhiali da vista e occhiali di protezione. Noi andremo ad approfondirci nella categoria degli occhiali da vista. Dagli occhiali a stanghetta costruiti probabilmente non prima del XVII secolo e in Spagna, si passò nel 1746 ad un nuovo Design progettato dall'ottico pariginoMarco Thomin (1707-1752).

L'occhiale era sostenuto dalla presa di due astine prementi sulle tempie. Nel 1700 nellussuoso e decadente ambiente veneziano compare l'occhialino di lusso
, un vero e proprio capolavoro d'oreficeria, in oro, ornato con pietre preziose e moltissimi persino in porcellana e spesso con lenti in zaffiro purissimo. A Venezia le fabbriche di occhiali ebbero un grande risveglio verso fine '600 e inizi '700 man mano che la moda cresceva e l'occhialino veniva a far parte dell'abbigliamento patrizio. Gli occhialetti divennero così una sorta di esigenza e ancor più i rinomati occhiali e occhialini col manico d'oro, d'argento o di tartaruga finemente lavorato.
L'avventuriero Giacomo Casanova racconta che la sua famosa monaca di Murano fosse in possesso di ben tre occhiali dalle diverse specialità del manico, il quale manico nascondeva un determinato significato nei peccati d'amore tra donne e uomini; difatti il manico d'oro significava << ti voglio bene >>, quello d'argento << mi sei indifferente >> infine quello di tartaruga << va piano, siamo sorvegliati >>. Nel frattempo le fabbriche lavoravano a buon ritmo e nel 1721 gli operai salirono circa a 90, con 12 garzoni e tre maestri dell'arte; ma questo periodo così fruttante non durò molto, la moda cambiava rapidamente e vi era una forte pressione da parte della concorrenza estera, così prima del crollo della Repubblica anche le fabbriche conducevano un andamento non producente.
Dopo questa caduta della gloriosissima Repubblica Veneta, da secoli ormai dominante dei mercati marittimi, dell'industria dell'occhiale non rimane altro che il nome di una calle << Occhialera >> nella contrada di san Travaso dove nel 1796 si chiuse l'ultima occhialeria. Proprio in questo secolo vennero fatte grandi scoperte in campo oculistico e dell'ottica fisiologica mentre in Francia, Spagna, Olanda, Germania, Cecoslovacchia, Inghilterra e successivamente negli USA, sorsero grandi fabbriche di occhiali. Nomi molto importanti da ricordare nelle grandi scoperte sono: Cornelio Donders (1818-1889) che dopo Sturm approfondì gli studi dell'astigmatismo corneale, Gullstrand grande matematico che risolse numerosi ardui problemi di ottica che trovarono importanti risvolti nel campo pratico, Beniamino Franklin che verso la fine del '700 ideò gli occhiali bifocali. Pare che gli occhiali bifocali siano stati fatti anche da A. Smith (1783) e da S. Pierce (1760-1788).Le lenti sotto il nome di menischi furono fatte e studiate da Woliaston (1804), da Dolland e da Ostwald e furono chiamate periscopiche per la loro superficie più estesa che limitava le aberrazioni periferiche.
 Le lenti toriche furono ideate dall'ottico romano Suscipi che le chiamò così perché consistono nel toro di una colonna, di cui un segmento può considerarsi avere due curvature circolari, una perpendicolare all'altra e di raggio diverso. Le prime lenti prismatiche furono usate da Walls (1792) e da Chevallier (1841) per correggere strabismi. Questi grandi studi diedero un notevole contributo alla scienza medica non solo come valore teorico ma anche in campo pratico per venire in aiuto delle deficienze visive.

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