Storia degli occhiali parte II

Inserita il 07/05/2008 alle 08:03

Il 23 Febbraio del 1305 si registra una predica presso la chiesa di Santa Maria Novella in Firenze ove il domenicano beato Giordano da Pisa o Rivalto(1260/1311) comunica al popolo che "non è ancora venti anni che si trovò l'arte di fare gli occhiali che fanno vedere bene, ch'è una delle migliori arti e delle più necessarie che 'l mondo abbia, ed è così poco che si trovò: arte novella che mai non fu... io vidi colui, che prima le trovò, e fece e favellaigli." Di qualche anno dopo è il documento della Cronaca del convento domenicano di S.Caterina (Pisa), ove risiedeva il beato Giordano in cui si ricorda frate Alessandro della Spina morto nel 1313 "modesto e buono, il quale quello che fatto vedeva sapeva egli rifare. Gli occhiali (ocularia) che altri per primo aveva fatto e non voleva comunicarne il segreto, fece egli ed a tutti comunicò lieto (ylari) e volonteroso" .
Questi due documenti saranno il principio di un falso settecentesco ad opera di Francesco Redi in <<Lettera attorno all'invenzione degli occhiali>> scritta nel 1678, di Leopoldo del Migliore nel suo libro del 1684 <<Firenze città nobilissima illustrata>>, e del Domenico Maria Manni nel suo trattato del 1738 <<Degli occhiali da naso, inventati da Salvino degli Armati>>, ove per campanilismo nei confronti della città di Pisa saranno costruiti una serie di documenti, lapidi e busti per attestare la paternità dell'invenzione dell'occhiale alla città di Firenze.

Furono smascherati da Isidoro del Lungo in Arch. Stor. It. LXXVIII, 1920 <<La vicenda di un'impostura erudita>> e Alessandro Volpi accademico della Crusca nel 1909.

La probabile verità fu che Giordano da Rivalto presi i voti nel 1280 presso il convento di S.Caterina, si trasferì a Bologna per approfondire i suoi studi prima di raggiungere Parigi dalla quale rientrò nel 1302. Durante il soggiorno a Bologna ebbe modo di conoscere i confratelli veneziani che avevano la loro sede nel cuore pulsante della città, presso la chiesa di San Giacometto a Rialto, e ebbe modo di conoscere e parlare a colui che inventò l'occhiale ma non di conoscerne il segreto della produzione, in quanto vietatissimo dalla Serenissima. Al suo rientro a Pisa il beato Giordano aveva 40 anni (si apprestava pertanto all'età della presbiopia), e frate Alessandro visto un paio di questi portato dal beato Giordano, fu capace di riprodurre, e perciò fu il primo a divulgare in Toscana l'arte della costruzione degli occhiali.
L'applicazione razionale di questo ausilio si deve a F.C. Donders, oftalmologo olandese, che per primo prescrisse lenti con potere corrispondente alla correzione del difetto visivo.

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